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venerdì 26 febbraio 2010

Il Vino Biologico su "E' tempo di", la rivista turistica della Tuscia

E' uscito il nuovo numero di "E' tempo di", la rivista gratuita che parla di tutto quello che ha a che fare con turismo, tempo libero, spettacoli, locali, feste e sagre nella Tuscia.

La rivista, giunta al terzo anno di pubblicazioni, è distribuita in tutta la provincia di Viterbo. Su "E' tempo di", ogni due mesi, trovate tutte le informazioni utili per visitare la Tuscia e i suoi paesi più belli e per vivere gli eventi e le sagre.

La novità di questo numero è la pagina di pubblicità del Vino Biologico, che trovate nell'ultima di copertina e all'interno della rivista.

Se volete sapere dove trovare "E' tempo di", potete visitare il sito dell'editore KamiMise e chiedere informazioni. Trovate sicuramente la rivista gratuita in bar, ristoranti, alberghi e altri locali di Viterbo e delle altre cittadine della Tuscia, come Acquapendente, Bolsena, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Castel Sant'Elia, Civita Castellana, Marta, Montefiascone, Nepi, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania.

Qui trovate il testo della pubblicità del Vino Biologico.

Il settore della viticoltura e dei vini biologici è in grande espansione. L'Italia è il primo produttore ed esportatore nel mondo per questo tipo di vini, amici dell'ambiente e della nostra salute. 
Nei vigneti biologici sono vietati gli antiparassitari ed i concimi chimici di sintesi, i diserbanti e altre sostanze che possono contaminare l'acqua ed il terreno e restare come residui sulle uve. In cantina le tecniche e le sostanze ammesse sono limitate, con una minore quantità di sostanze come i solfiti, che possono provocare allergie e fastidiosi mal di testa.
Nel 2010 sarà approvata la nuova normativa europea sulla vinificazione biologica che darà ai consumatori ancora più garanzie.

Per saperne di più visita sui vini biologici e biodinamici il sito
Il Vino Biologico
www.vino-biologico.it

Il primo sito italiano interamente dedicato ai vini biologici e biodinamici, dal vigneto al bicchiere. Notizie, novità tecniche, aziende, cantine, eventi, pubblicazioni, degustazioni di vini biologici Docg, Doc, Igt e da tavola.

venerdì 17 ottobre 2008

Ceci e fagioli dell'Alta Tuscia

E' uscito il numero di ottobre 2008 di "E' tempo di", la rivista gratuita che parla del turismo nella Tuscia, distribuita in tutta la provincia di Viterbo. Su "E' tempo di" trovate tutte le informazioni utili per visitare la Tuscia e i suoi paesi più belli e per vivere gli eventi e le sagre di questo periodo.

Dopo la presentazione nel numero precedente, questa volta trovate il primo articolo della rubrica "La Tuscia nel piatto", che curerò in tutti i numeri.

Siamo in autunno, il freddo si avvicina ... niente di meglio di un buon piatto di legumi tipici del Viterbese.


La Tuscia nel piatto
A tavola con i prodotti tipici della provincia di Viterbo

Ceci e fagioli dell'Alta Tuscia
di Pier Francesco Lisi

La zona dell'Alta Tuscia offre al gastronomo alcuni legumi davvero interessanti, da usare in cucina soprattutto con le ricette tipiche della zona. Tra i più conosciuti ci sono il Fagiolo del Purgatorio di Gradoli ed il Cece del Solco Dritto di Valentano.

Il Fagiolo, coltivato oggi a Gradoli e Acquapendente, prende nome da antiche tradizioni. Già nel '600 a Gradoli si preparava un pranzo di magro per l'inizio della Quaresima, nel Mercoledì delle Ceneri, chiamato Pranzo del Purgatorio, in cui proprio il fagiolo costituisce il piatto fondamentale con la ministra di riso. Si tratta di un fagiolo bianco, piccolo, simile al Cannellino.

Anche il Cece di Valentano deve il suo nome alle tradizioni locali: il 14 agosto di ogni anno, infatti, nella piana che si trova sotto al paese di Valentano, si tiene una manifestazione contadina chiamata “la tiratura del solco dritto”. Da due anni a Valentano è nata anche la Sagra del Cece del Solco Dritto, dove è possibile gustare una serie di specialità, come il classico baccalà con i ceci.
Una caratteristica di questi legumi, come degli altri coltivati nell'Alta Tuscia, è la diffusione della coltivazione biologica: si tratta infatti di varietà rustiche, resistenti e adatte al territorio e al clima. Per il consumatore, quindi, una garanzia in più di qualità e di rispetto dell'ambiente e della salute.

A completare il quadro dei legumi dell'Alta Tuscia, dobbiamo ricordare il Fagiolo Giallo o della stoppia, coltivato soprattutto a San Lorenzo Nuovo, che viene tradizionalmente piantato a fine giugno sulle stoppie del grano (da cui il nome), e il Fagiolo Verdolino acquesiano.
Le tre varietà di fagioli (del Purgatorio, Giallo e Verdolino) sono anche presenti nell'elenco della varietà vegetali a rischio di estinzione della regione Lazio: per prevenire la scomparsa di queste varietà sono infatti previsti contributi europei per la coltivazione.

Non si può poi dimenticare il più famoso dei legumi dell'Alta Tuscia, la Lenticchia di Onano, conosciuta e apprezzata, tanto da essere divenuta anche un Presidio Slow Food. Di questa lenticchia e dei suoi grandi pregi parleremo in un prossimo numero.

mercoledì 27 agosto 2008

La Tuscia nel piatto: la rubrica di enogastronomia di "E' tempo di"

Si chiama La Tuscia nel piatto la rubrica di enogastronomia che curerò per tutti i numeri di "E' tempo di", la rivista gratuita sul turismo nella provincia di Viterbo.

Qui trovate il testo dell'articolo di presentazione della rubrica, pubblicato nel numero attualmente in distribuzione di "E' tempo di".


La Tuscia nel piatto
A tavola con i prodotti tipici della provincia di Viterbo

di Pier Francesco Lisi

La Tuscia nel piatto: ritrovare a tavola i sapori di un patrimonio di prodotti tipici e di sapienza gastronomica da riscoprire.
In questa rubrica, in ogni numero di “È tempo di”, scopriremo la provincia di Viterbo attraverso uno dei suoi prodotti. L'imbarazzo della scelta sarà profondo perché tanti sono i prodotti che meritano interesse, da quelli più noti e blasonati a quelli meno conosciuti ma altrettanto pregiati.
La provincia di Viterbo raccoglie alcuni prodotti tipici con il marchio europeo Dop (Denominazione di origine protetta) o Igp (Indicazione geografica protetta):
  • l'Olio extravergine Canino Dop
  • l'Olio extravergine Tuscia Dop
  • il Carciofo romanesco del Lazio Igp, nella zona del litorale
  • il Pecorino romano Dop e la Ricotta romana Dop, che coprono l'intero territorio laziale
  • il Pecorino Toscano Dop.
Il panorama dei prodotti della provincia non finisce certo qui: un elenco completo sarebbe troppo lungo ma citiamo almeno alcuni prodotti per ogni settore.
Tra i legumi, c'è la rinomata lenticchia di Onano, che è un Presidio Slow Food, ma anche il cece del solco dritto di Valentano e il farro del Pungolo di Acquapendente.
Frutta e verdura sono ricchissime di varietà particolari, come la nocciola dei Monti Cimini, le castagne di Vallerano, e l'aglio rosso di Proceno. Anche salumi e formaggi offrono tante prelibatezze, come il salame cotto viterbese o i pregiati pecorini.
Ci sono poi altri prodotti, come il coniglio leprino di Viterbo, i mieli della Tuscia e il pregiato pesce di lago, come il coregone di Bolsena. Da notare anche la presenza di molte aziende agricole e agriturismi biologici, che puntano a una produzione che rispetti l'ambiente e la nostra salute.
In cantina il panorama è aperto dal conosciutissimo Est Est Est di Montefiascone: la nuova vitivinicoltura della Tuscia, però, sta sperimentando altre vie e migliorando Da non trascurare le altre Doc della provincia, come Aleatico di Gradoli, Colli Etruschi Viterbesi, Tarquinia, Vignanello, Cerveteri e Orvieto.
Tutta questa ricchezza di prodotti e sapori dà vita a un panorama variegato di feste, sagre, eventi come Cantine aperte, Strade dei vini e dei prodotti tipici: di queste attività sarete sempre aggiornati attraverso le pagine di “È tempo di”.

domenica 20 luglio 2008

Tuscia, è tempo di ... farci un giro

E' uscito il numero zero di "E' tempo di. Scoprire la Tuscia", una rivista gratuita (o free press, come dicono quelli bravi) dedicata al turismo, alle manifestazioni e alla cultura nella provincia di Viterbo.

La rivista, di cui sono il direttore responsabile, nasce da un'idea di Alessandro Camilli e Marco Miserendino.

La pubblicazione si trova negli uffici turistici, nei comuni, negli alberghi e nei locali della provincia di Viterbo, un'area bellissima e incontaminata che vale davvero la pena di una vacanza.

Dal prossimo numero 1 su "E' tempo di" troverete anche una mia rubrica sui prodotti tipici e sull'enogastronomia della Tuscia.

Presto la rivista avrà anche una versione on line; maggiori informazioni le trovate su www.kamimise.com